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La chiesa di San Francesco fu fondata nel 1228, due anni
dopo la morte del santo.
La sua ampia architettura è strutturata su tre
livelli:
- la cripta,
costruita per accogliere il corpo del santo.
- la Chiesa
Inferiore, a croce latina, adibita alle funzioni religiose dei frati
francescani.
- la Chiesa
Superiore, grandiosa aula gotica destinata ad accogliere i pellegrini e
a diventare sede delle celebrazioni solenni.
Proprio nella Chiesa Superiore Giotto affrescò uno dei
cicli pittorici più famosi: 28 dipinti che riportano le scene
più suggestive della vita di San Francesco.
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| Qui ne
ricordiamo alcune:
Il sogno di Innocenzo III 
Questa scena rappresenta Innocenzo III addormentato, che sogna la
Basilica lateranense prossima alla rovina, la quale è sostenuta
da un povero (San Francesco) che la sostiene sulle sue spalle per non
farla cadere.
La figura del santo è raffigurata in un atteggiamento dignitoso
e nobile, quasi privo di spiritualità. La spiegazione è
da trovarsi nel committente dell'opera, papa Innocenzo IV, il quale era
fedele alla politica "conventuale".
Il Presepe di Graccio 
Lo scomparto raffigura "come San Francesco, in memoria del Natale,
ordinò che si rappresentasse il Presepe, che si portasse il
fieno, che si conducessero il bue e l'asino; e predicò sulla
nascita del Re povero; e, mentre Francesco teneva in mano l'effige, un
cavaliere vide al posto di quella Il Bambino Gesù".
L'episodio è ambientato nella chiesa del castello di Graccio.
Il fatto miracoloso è situato nel presbiterio della chiesa che
era diviso dalla navata dall'iconostasi, che le donne non potevano
oltrepassare.
La profondità della scena è sottolineata dal pulpito e
soprattutto dal crocifisso che si sporge verso la navata vista da
dietro. Il miracolo della fonte In questa raffigurazione vediamo San
Francesco che sale sul monte Averna accompagnato da un contadino che ad
un certo punto ha una gran sete; allora San Francesco fa sgorgare
dell'acqua da una roccia.
Le rocce sono collocate in profondità secondo una scansione di
piani che asseconda la disposizione dei personaggi ordinati sulla base
della loro partecipazione al miracolo. Il gruppo con i due frati e
l'asinello costituisce un'unica entità caratterizzata
dall'inconsapevolezza verso ciò che sta accadendo. Su un masso
rialzato si trova l'assetato, che sembra quasi uscire dalla pietra
stessa come un altorilievo scultoreo. Il ruolo determinante di San
Francesco è accentuato dalla sua posizione più arretrata
in profondità e più alta.
La testa si staglia nel fondo azzurro del cielo , ponendosi nel punto
da cui si diramano le due punte rocciose. Il gesto del santo si
prolunga idealmente nella forma della montagna alle sue spalle e si
allunga in altezza nella simbolica allusione a Dio.
La composizione è bilanciata attorno alla figura di San
Francesco,punto d'incontro delle diagonali del dipinto.
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