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PERCORSI BIKE: In bici nel parco della Reggia di
Caserta
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E' la Versailles italiana, un capolavoro a cavallo tra barocco e
neoclassico, nato dal desiderio di Carlo III di Borbone (figlio di
Filippo V di Spagna ed Elisabetta Farnese) di celebrare l'importanza
europea del regno di Napoli. Il complesso di palazzi e aree verdi della
Reggia di Caserta fu progettato da Luigi Vanvitelli sull'esempio della
fastosa residenza dei re di Francia e realizzato tra il 1752 e il 1774,
dal Vanvitelli stesso e dal figlio Carlo.
Oggi è proprietà dello Stato italiano.
Si riconosce ancora, nonostante le costruzioni recenti e il brutto
taglio dovuto alla ferrovia (ma sono per fortuna in corso lavori per lo
spostamento dei binari e la risistemazione della piazza) la
scenografica prospettiva che parte dal viale alberato proveniente da
Napoli e inquadra attraverso l'atrio del Palazzo la Grande Cascata al
fondo del parco.
Al momento (giugno 2006) l’entrata nel Palazzo Reale è purtroppo
una specie di “trekking” tra le impalcature del cantiere, ma alla fine
dei lavori avverrà dalla grande piazza ellittica voluta dal
Vanvitelli.
Dei fastosi interni (1217 stanze su cinque piani, distribuite intorno a
quattro cortili collegati da un atrio monumentale) si visitano gli
Appartamenti reali, la Cappella Palatina e il Teatrino di Corte: una
sequenza di saloni stupefacenti, con bassorilievi alle pareti, soffitti
affrescati, busti marmorei dei Borbone e arazzi stupendi.
Usciti dal Palazzo, si entra nel Parco, 122 ettari di terreno in lieve
salita con viali e boschetti di tigli, carpini e lecci, con vasche,
fontane e cascate allineate lungo un asse centrale che sale verso la
collina. Subito a destra c'è un punto-noleggio di biciclette, da
cui iniziamo il nostro giro nel Parco.
Dirigendoci a sinistra del viale principale troviamo la Castelluccia,
un castello in miniatura con tanto di ponte levatoio - realizzato nel
1769 per i giochi del principino Ferdinando - e il piccolo lago detto
Peschiera Grande, che al centro ha un'isoletta boscosa ed era teatro di
finte battaglie navali. Dopo la prima parte del Parco, pianeggiante,
inizia la salita dove si succedono come in una fuga le eleganti
fontane, con effetto scenografico emozionante. La prima è
la fonte Margherita; dopo la spianata del ponte d'Ercole arriviamo alla
Peschiera Superiore: una grande vasca rettangolare che si stende per
circa mezzo chilometro fino alla cascata dei Delfini, che la
alimenta. Continuando a pedalare raggiungiamo la fontana di Eolo
(cosiddetta per le 29 statue dei Venti disposte su scogli artificiali);
una serie di balaustre con statue ci guida alla fontana di Cerere e
quindi, dopo vasche d'acqua divise da 12 rapide, alla fontana di Venere
e Adone. Scolpita da Gaetano Salomone tra il 1783 e il 1790, raffigura
la dea che supplica il bellissimo Adone di non recarsi alla caccia che
gli sarà fatale.
Infine arriviamo alla Grande Cascata, che irrompe sullo sfondo della
prospettiva da 80 metri di altezza, sfociando nel bacino in cui sorgono
i due isolotti con i famosi gruppi scultorei: nel primo Diana, dea
della caccia circondata dalle ninfe, pronuncia la condanna contro
Atteone; nell'altro Atteone, già trasformato in cervo da Diana,
viene assalito dai suoi stessi cani.
Ai lati della cascata due gradinate salgono ad una grotta che funge da
terminale all'acquedotto Carolino, scavato nel cuore del monte Briano
appositamente per il rifornimento idrico del Parco.
Le fontane non sono le uniche meraviglie del parco reale: qui Maria
Carolina d'Austria volle creare anche un giardino all'inglese a cui si
accede dall'ingresso a destra della Cascata (le biciclette vanno
lasciate fuori dal cancello d’ingresso).
Il giardino è ricco di piante esotiche, specchi d'acqua,
suggestive false rovine e statue, tra cui la notissima Venere di
Tommaso Solari, inginocchiata su una roccia al centro di un minuscolo
laghetto. Notevoli poi la Casina del giardiniere, l'Aperia e le
serre, realizzate per lo svago e la meditazione dei Borbone.
Info: caserta@arethusa.net
Daniela
Radici
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