PERCORSI BIKE: Mantova



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Arte, natura e gastronomia: si possono gustare passeggiando con le due ruote nel cuore monumentale (chiuso al traffico) della città dei Gonzaga e sulle rive dei laghi che la circondano su tre lati, creati con la bonifica delle paludi su progetto dell'ingegnere idraulico bergamasco Alberto Pitentino.
Si parte da Palazzo Te, la lussuosa villa suburbana edificata e decorata da Giulio Romano nel 1524 per Federico II Gonzaga, dove fino all'8 dicembre è allestita "La Celeste Galeria", mostra di opere d'arte provenienti da tutto il mondo (facevano parte della dispersa collezione dei duchi di Mantova).
Saliti in sella, si attraversa al semaforo viale Isonzo per dirigersi verso il centro; appena imboccata via Acerbi, si incontra la classica facciata della chiesa di S.Sebastiano: di fronte, la casa di Andrea Mantegna, del 1476. Superata piazza Martiri di Belfiore (che si apre su uno spazio verde verso il doppio porticato delle Pescherie costruite nel 1535 da Giulio Romano), la stretta via Roma conduce in Piazza Mantegna, dominata dalla facciata rinascimentale di S.Andrea, eretta a partire dal 1472 su progetto di Leon Battista Alberti. Il grandioso interno, cui nel 1700 fu aggiunta la cupola disegnata da Filippo Juvara, ospita la cappella funeraria del Mantegna.

Tre piazze monumentali si allineano lungo via Broletto: piazza delle Erbe, con la romanica Rotonda di San Lorenzo, piazza Broletto su cui si affacciano la torre dell'Orologio, il palazzo della Ragione e quello del Podestà e - al di là di un voltone loggiato - la grandiosa piazza Sordello. Di forma allungata, è chiusa a sinistra da palazzi merlati del sec.XIII e dal Duomo; a destra dal Palazzo Ducale, una autentica "città nella città" che si sviluppa verso le rive del lago Inferiore con un complesso di chiese, palazzi, piazzette, giardini e porticati. Le sue 500 stanze ospitarono ben 19 generazioni della nobile famiglia dei Gonzaga.
Uscendo da piazza Sordello per via S.Giorgio si raggiunge l'imbarcadero della motonave Andes, da cui si scende sulla riva del lago di Mezzo e si gira a destra in direzione del Ponte S.Giorgio. Il sentiero ciclopedonale costeggia il lago e conduce sotto il ponte, passando al lago Inferiore; quando la riva si allarga, al termine della scarpata, si prende a destra uno stretto sentiero nell'erba per salire al ponte ciclabile che porta sulla riva opposta. Alla fine del tratto asfaltato si supera una sbarra sulla destra e si pedala verso il campo canoe; il profilo della reggia dei Gonzaga appare in tutto il suo fascino: le torri merlate del trecentesco Castello di San Giorgio dominano scenograficamente il passaggio tra il lago di Mezzo e il lago inferiore.

Proseguendo a pedalare si arriva sotto il muro di recinzione di una raffineria, si sale la breve rampa che porta sulla trafficata via Brennero, ma si svolta subito a destra verso il ponte in ferro della Diga Masetti e la strada sterrata Argine Maestro, che si mantiene alta sulla riva destra del lago Inferiore.
Poco oltre si incontra l'abside della chiesa gotica di Santa Maria del Gradaro, che merita una visita.
Ritornati sull'argine maestro, si procede verso Porto Catena, il porto turistico. Si scende a sinistra dall'argine e si prende via Cardone, allo stop si volta a destra in via Trieste e si torna lungo la riva del lago Inferiore all'imbarcadero.

Per proseguire la ciclopasseggiata intorno a Mantova, si va verso nord al ponte dei Mulini, che divide il lago di Mezzo dal lago Superiore; sorpassata una sbarra, si passa sotto il ponte. Qui il percorso si biforca: prendendo a sinistra, si sale la scarpata della ferrovia per uno scivolo che conduce ad una stretta passerella e poi ad un argine che costeggia il lago fino ai giardini di Belfiore. Alla fine dei giardini, si imbocca via Pascoli, al termine della quale cartelli indicativi mandano a destra, su uno sterrato che percorre la riva del lago Superiore.

Il sentiero diventa abbastanza impervio, ma il panorama che si apre sulla riserva naturale delle Valli del Mincio consente di osservare la ricca flora lacustre e, con un poco di fortuna, anche colonie di uccelli. Si prosegue fino a Borgo Angeli e si risale fino alla chiesa di Santa Maria.
Il ritorno avviene sullo stesso tragitto fino al castello di San Giorgio e quindi a Palazzo Te.

Daniela Radici