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PERCORSI BIKE: Milano in stile Liberty
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Una domenica di chiusura al traffico in Lombardia diventa un'ottima
occasione per caricare la bici sul treno per Milano e con le nostre due
ruote andare alla ricerca di sorprendenti "perle" artistiche nel cuore
della metropoli.
Scopriamo oggi la Milano "floreale", ispirata cioè allo stile
nato verso la fine dell'Ottocento in Gran Bretagna e diffusosi in tutta
Europa fino al 1914 con il nome di Art Nouveau e che in Italia è
più conosciuto come Liberty.
Un rinnovato interesse per le forme morbide e fluide derivate dal mondo
della natura, contrapposte alle rettilinee dei manufatti realizzati
dalle nascenti tecniche di produzione in serie, ispirò
architetti e artisti
impegnati nel contrastare la minacciosa avanzata di scadenti prodotti
industriali.
In Italia lo stile Liberty si affermò a Torino con l'Esposizione
di Arti Decorative del 1902, a Palermo e a Milano, che viveva anni di
grande espansione urbana, sull'onda dei grandi passi compiuti dallo
sviluppo dell'industria.
Usciti dalla Stazione Centrale, la nostra prima meta è Corso
Venezia, dove al n.47 ammiriamo Palazzo Castiglioni, da molti ritenuto
l'emblema del Liberty italiano. Progettato da Giuseppe Sommaruga, ha
una facciata esuberante di decorazioni che al momento
dell'inaugurazione (1904) suscitò tanto scandalo per i due
grandi nudi femminili in marmo ai lati del portone, che l'architetto fu
costretto a sostituirli con più sobrie decorazioni floreali (le
statue furono spostate alla villa Faccanoni in via Buonarroti 48, ora
Clinica Columbus). All'interno, rimane inalterato uno splendido scalone
a tre rampe.
Poco più avanti, al n.7 l'elegantissima facciata di Casa Barelli
-disegnata da Cesare Mazzocchi- con i suoi raffinati giochi di ferro
battuto è un perfetto esempio della sintesi tra elementi
strutturali e decorativi.
Facciamo dietro front e ripercorriamo corso Venezia fino ai Giardini,
voltiamo a destra in via Salvini passando sotto un grande arco aperto
in un edificio del 1930; ci addentriamo così in una zona di
Milano che agli inizi del 1900 era area di verde e di conventi.
All'angolo di piazza Duse con via Vivaio, Casa Berri Meregalli è
una costruzione monumentale dell'architetto Arata, in cui si
sovrappongono elementi vari, di stile liberty negli affreschi e nei
ferri battuti.
Proseguiamo in via Vivaio: al n. 4 Casa Tensi, realizzata nel 1907 da
Ernesto Pirovano, milanese ben noto ai bergamaschi, dato che suo
è il monumentale ingresso del Cimitero. Raffinata ed originale
la soluzione del balconcino tondo, reso prezioso dalle ringhiere del
Mazzucotelli.
Attraversiamo viale Maino e raggiungiamo il parallelo viale Piave,
diviso dai binari del tram. Lo imbocchiamo verso sinistra, diamo
un'occhiata alla chiesa del Sacro Cuore (1905) prima di raggiungere via
Malpighi. Qui al n.3 si trova una delle più originali
realizzazioni liberty milanesi: i ferri battuti, i motivi floreali in
cemento e soprattutto il rivestimento in piastrelle colorate che danno
vita a morbidi intrecci di rami lasciano a bocca aperta! E' opera
di Gianbattista Bossi, come Casa Guazzoni, all'angolo con via Melzo.
Ci dirigiamo ora verso il centro, facendo una deviazione in via Bellini
per ammirare le due splendide figure femminili scolpite ai lati del
portone di palazzo Campanini.
Pedalando lungo Corso Vittorio Emanuele notiamo al n. 8 i Magazzini
Bonomi; quasi di fronte, in piazzetta Liberty, la Reale Mutua
Assicurazioni, inglobata in un edificio del 1950.
Attraversata piazza Duomo, in via Spadari troviamo tre bei caseggiati:
casa Vanoni, casa Peck e casa Ferrario, del Pirovano.
All'angolo via Dante-via Meravigli la fastosa casa Broggi è del
Sommaruga.
Proseguiamo lungo via Meravigli e corso Magenta: in fondo, all'angolo
con piazzale Baracca, ammiriamo eleganti e sinuosi motivi floreali in
cemento e ferro a decorazione di casa Laugier; al piano terra la
farmacia conserva ancora l'arredo originale. Corso Vercelli prima e poi
via Giotto ci portano a via Buonarroti, per ammirare la citata ex-villa
Faccanoni.
Se ci rimangono tempo ed energie vale senz'altro la pena di aggirare la
Fiera e arrivare fino al Cimitero Monumentale, costruito nel 1895: il
grande spazio a ridosso dell'ingresso principale è praticamente
un museo della scultura liberty.
Daniela
Radici
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