|
PERCORSI BIKE: Parmigianino e il manierismo
europeo
|
La rocca medievale di Fontanellato, giunta integra fino a noi, è
l'epicentro degli eventi previsti in occasione della mostra
"Parmigianino e il manierismo europeo". Ecco l'occasione per
abbinare alla cultura il movimento all'aria aperta, con un bel giro in
bicicletta in una zona della pianura padana che, pur solcata da
superstrade e autostrade, conserva la serena bellezza della campagna e
un ritmo di vita tranquillo.
Lasciata la A1 al casello di Fidenza, in 10 chilometri si giunge a
Fontanellato.
Al centro del paese il quadrato castello Sanvitale è circondato
dall'acqua; la visita comincia dalla sala delle armi e continua in una
serie di sale riccamente arredate. In una delle torrette esterne, una
delle curiosità più apprezzate: la "camera ottica", che
grazie ad un
gioco di specchi consente una vista panoramica sulla piazza sottostante.
Vero tesoro del castello è la saletta al piano terreno,
affrescata
sulla piccola volta a botte e lunette nel 1524 dal Parmigianino
ventenne con il mito di Diana e Atteone, tratto dalle Metamorfosi di
Ovidio.
Usciti da qui, pedaliamo verso Soragna, dominata dalla rocca ancora
abitata dal principe Diofebo Meli Lupi, discendente dall'antica
famiglia, che trasformò l'originario maniero in fastosa
residenza, circondata da un grande parco all'inglese.
Circa dieci chilometri ci dividono da San Secondo Parmense. Il rosso
castello eretto nel 1450 e trasformato da Pier Maria Rossi nel corso
del Cinquecento (ora sede del municipio) è noto per l'imponente
apparato pittorico manierista, che comprende anche una vera
rarità:
l'illustrazione della favola di Apuleio "L'asino d'oro". Del percorso
di visita fa parte un'affascinante sequenza di immagini e suoni nel
video
che illustra la vita della corte rinascimentale.
Attraversato il Taro in direzione est, con una pedalata di 14
chilometri nella verde campagna parmigiana si arriva a Colorno.
Il Palazzo Ducale, sorto come fortezza in un punto strategico per i
traffici fluviali - è vicino alla confluenza del Parma nel Po -
divenne con i Farnese nel secolo XVII una lussuosa reggia; fu
ristrutturato alla metà del 1700 su disegno di Alexandre
Petitot, l'architetto francese maestro di eleganza chiamato a Parma dai
Borbone.
Un recente restauro del parco ne ha ripristinato l'assetto
settecentesco.
Da Colorno ci si dirige verso Parma percorrendo stradette secondarie,
che consentono di evitare la strada statale, piuttosto trafficata.
Arrivati in città, i manifesti indicanti "Parmigianino e il
manierismo
europeo" ci guidano verso il Palazzo della Pilotta, vasto complesso di
edifici, concepito come centro di servizi ad integrazione della
residenza ducale, iniziato da Ottavio Farnese nel 1583 e rimasto
incompiuto.
Qui è ospitata la mostra che riunisce una serie di capolavori di
grandi artisti, solitamente visibili nei più importanti musei
del
mondo. Evento unico ed emozionante, durante la mostra, l'apertura al
pubblico dei ponteggi del cantiere di restauro dell'arcone affrescato
dal Parmigianino nella chiesa magistrale della Steccata, splendida
chiesa rinascimentale costruita
nel 1521 per custodire un'immagine miracolosa.
Altri affreschi del Parmigianino si trovano nella chiesa di San
Giovanni Evangelista, che sorge dietro l'abside del Duomo. Costruita
tra il 1498 e il 1510, ha facciata e campanile barocchi; splendidi i
chiostri e l'antica spezieria benedettina.
Daniela
Radici
|
|
|