Saliamo alla
stazione ferroviaria di Bergamo su un treno per Lecco: ne partono ogni
ora.
Prendiamo la coincidenza per Colico-Sondrio.
Scendiamo a Varenna, pittoresca cittadina arroccata su uno
degli ultimi contrafforti delle Grigne, scoscese sopra il lago. Varenna
è piuttosto tranquilla, da quando la lunga galleria della
statale 36 ha deviato il traffico lontano dal centro: è anche
piacevole inoltrarsi a piedi nelle viuzze ripide e gradinate, su cui si
affacciano antiche case. Al fondo del borgo, la ridente passeggiata a
lago offre scorci panoramici su Bellagio e la sponda occidentale del
Lario. Molto bella la chiesa trecentesca di S.Giorgio, con la facciata
in pietra viva.
Si lascia Varenna pedalando lungo la riva del lago, superando
alcune gallerie (non lunghe, però poco illuminate e soggette a
un forte stillicidio) e si raggiungono altri paesi affacciati sul lago.
Bellano allunga le sue case sulla foce del torrente Pioverna
che scende dalla Valsassina ed è noto da sempre per la classica
attrattiva dell'orrido. Le cascate sono più spettacolari alla
domenica: nei giorni feriali infatti l'acqua viene utilizzata da alcuni
stabilimenti, tra cui il grandioso cotonificio Cantoni, costruito alla
fine dell'Ottocento. Notevole il patrimonio artistico di Bellano: la
chiesa di S.Nazario e Celso, realizzata nel 1350 da maestri campionesi
e l'attigua chiesa di S.Marta che conserva un Compianto sul Cristo
Morto, gruppo di nove statue lignee scolpite all'inizio del Cinquecento
da Giovanangelo Maino.
Pedaliamo per qualche chilometro tra lago e ferrovia, prima
di arrivare a Dervio, paese formatosi dall'unione dei tre borghi di
Lago, Villa e Castello, allo sbocco della Val Varrone.
Dopo il bivio per la Valsassina incontriamo a Corenno Plinio
i resti di un castello. La strada si allontana dalla costa e per un po'
perdiamo di vista il lago: siamo alle spalle della piccola penisola che
chiude il laghetto di Piona (in realtà, solo un'insenatura del
Lario), dove sorge l'abbazia meta della nostra gita.
Una stradetta sassosa attraverso il bosco conduce al piazzale
del piccolo monastero affacciato sul lago, costruito dai Benedettini al
tempo dei monaci di Cluny, nell'XI secolo.
Il piccolo cenobio fu soppresso nel 1480, passò in mano privata
e divenne un'azienda agricola. Nel 1936, in seguito ad un eccidio
avvenuto in un cantiere in Etiopia, il proprietario di Piona, fratello
di una delle vittime, decise di far rinascere il monastero in ricordo
del fratello. Ne affidò la gestione ai monaci cistercensi di
Casamari, con l'impegno che vi istituissero un centro di formazione dei
giovani appartenenti al popolo etiope.
Il restauro è discutibile (nuovi elementi stonano con gli
affreschi e i legni antichi), tuttavia l'insieme degli edifici riesce a
ricreare l'ambiente di serenità e di preghiera dell'antico
cenobio.
Oltre alla chiesa del Duecento e al chiostro romanico-gotico vediamo i
ruderi della piccola abside della precedente chiesetta del VII secolo e
non trascuriamo una visita alla bottega di monaci, dove possiamo far
rifornimento di ottimi distillati di erbe.
Ripercorrendo in salita l'acciottolato (sono circa due
chilometri) torniamo sulla strada provinciale e dopo cinque chilometri
possiamo raggiungere Colico. Si può anche riprendere la strada
rivierasca pedalando addirittura fino a Lecco ... sempre che le gambe
lo
consentono.
I meno "allenati" possono invece salire sul treno ad una
delle stazioncine lungo il lago.
Attenzione, però: i treni diretti si fermano solo a
Bellano e Varenna!
Daniela
Radici
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